
«Le Alpi sotto Milano rappresentano una zona sismicamente attiva che si estende all’area lombarda e alla pianura padana come la storia ha dimostrato, e le faglie sono presenti ad una profondità dai 5 ai 15 chilometri», spiega Carlo Doglioni presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e di vulcanologia. Qui la causa dei terremoti che si possono manifestare (come quello di magnitudo 3.9 avvenuto giovedì 17 dicembre, alle 16:59, con epicentro a Pero) è diversa rispetto a sismi lungo gli Appennini dove si registra una dilatazione delle faglie. «Nella zona lombarda e intorno ad essa, invece – precisa lo scienziato – c’è una contrazione per cui la regione si raccorcia da nord a sud per meno di un millimetro all’anno.
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