
Nei pazienti con nefropatia diabetica il finerenone , un agente appartenente ad una nuova classe di antagonisti selettivi non steroidei dei recettori dei mineralcorticoidi, porta ad una significativa riduzione degli esiti renali e cardiovascolari negativi, con un buon livello di tollerabilità. Il tasso di iperkaliemia è maggiore con il finerenone che con il placebo, ma il tasso di sospensione della terapia per livelli elevati di potassio risulta inferiore rispetto a quello osservato con lo spironolattone , un antagonista steroideo dei recettori dei mineralcorticoidi (MRA). Come affermato da Rajiv Agarwal dell’ università dell’Indiana , autore dello studio FIDELIO-DKD condotto su 5.734 pazienti che ha portato a queste conclusioni, un farmaco ideale non causerebbe affatto iperkaliemia, ma il rischio assoluto osservato nello studio è una mera frazione di quello che si sarebbe ottenuto con lo spironolattone in questa vulnerabile popolazione di pazienti.
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

