
Quando le due parti di una coppia che è stata insieme per tutta la vita vanno incontro alla morte l’una dopo l’altra, come se non volessero riposarsi in solitudine neanche un po’, si entra nel territorio dell’insondabile, che è quello di competenza dell’amore. Nel caso di Lea Vergine e di suo marito Enzo Mari, siamo oltretutto lontanissimi da ogni modello tradizionale. Si conobbero a Milano già diversamente sposati, andarono subito a convivere e furono denunciati per concubinaggio e per ripicca dai portinai, a cui Mari contestava di ammorbare il condominio con le fritture di salsicce.
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