
Cinque associazioni di pazienti, che insieme rappresentano 4.200.000 cittadini italiani con malattie immunologiche croniche, lanciano un messaggio alle istituzioni: il continuo cambio di trattamento da un farmaco biosimilare a un altro, il cosiddetto ‘ switch multiplo ’, potrebbe ridurre l’aderenza alla terapia, oltre a esporre il paziente a possibili rischi dovuti all’impossibilità di raccogliere dati a medio-lungo termine, e va pertanto riconsiderata la proposta di sostituibilità automatica tra questi farmaci avanzata da AIFA , l’agenzia italiana del farmaco, per razionalizzare la spesa farmaceutica del Servizio Sanitario Nazionale . È la principale indicazione che emerge da un Documento di Consenso sottoscritto da AMICI Onlus , Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino , AMRER , Associazione Malati Reumatici Emilia-Romagna , ANMAR , Associazione Nazionale Malati Reumatici , APIAFCO , Associazione Psoriasici Amici della Fondazione Corazza e APMARR , Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare . La sostituibilità automatica tra biologico e biosimilare e lo switch multiplo, introdotti da AIFA prima con un position paper del 2018 e poi con una proposta di modifica normativa a fine 2019, sono al centro di un dibattito che coinvolge, oltre ai pazienti che percepiscono il peso delle logiche di risparmio sull’accesso alle cure, anche i clinici, che si vedono negato il diritto all’autonomia prescrittiva e hanno già chiesto ad AIFA , attraverso le società scientifiche, di fare un passo indietro.
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