
L’eventualità avrebbe del paradossale: ancora prima che una connessione a internet decente possa essere disponibile per l’intera popolazione mondiale la rete andrebbe incontro al collasso, per un periodo più o meno lungo. Come dire: anche nella crisi più violenta, i mercati occidentali finirebbero per utilizzare così tanto i servizi per lavorare, divertirsi e tenersi in contatto, tappati in casa per settimane dal virus cinese, da privare definitivamente i paesi in via di sviluppo di quel network fondamentale che fa scorrere nelle vene del mondo il sangue dell’informazione, dei contenuti, dell’educazione, degli affari, dei servizi. D’altronde, secondo gli ultimi dati diffusi dall’International Telecommunications Union e aggiornati al primo semestre dello scorso anno, solo 4,5 miliardi di persone hanno accesso a internet.
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