
È stupefacente come il flagello abbia cambiato in pochi giorni la gerarchia delle emozioni. Tutto ciò che fino a ieri ci rallegrava o ci irritava – un gol particolarmente bello, un tweet particolarmente trucido -, spingendoci a dedicargli una fetta significativa delle nostre energie, è stato repentinamente soverchiato da preoccupazioni più basiche. C’è meno voglia di esultare, ma anche di odiare.
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