
Per entrare nell’ Arctic World Archive servono un casco, una luce frontale e buoni polmoni. Più ci si inoltra nei cunicoli di questa miniera di carbone dismessa a Spitsbergen, l’isola principale delle Svalbard, e più il buio diventa denso, l’ossigeno scarseggia e si procede a piedi, lungo i binari che portavano alla vecchia stazione dei pompieri, che oggi è il cuore di questo progetto per metà innovazione digitale e per metà esoterica speranza nel futuro . A essere prosaici, l’Arctic World Archive è un grosso hard disk nel permafrost.
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