
“Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia”: così cantava Gaber nel primo verso di una canzone che è anche uno struggente “de profundis” a un’intera stagione politica e culturale. Sì perché l’Emilia Romagna è più di un simbolo per la sinistra italiana. Ma anche la terra che ha visto nascere le prime leghe bracciantili e il mondo delle cooperative, che ha pagato il suo pesante tributo alla lotta al nazifascismo, che ha assistito all’egemonia quasi incontrastata del PCI prima e del centrosinistra poi, ha una data simbolica. L’anno zero della sinistra italiana è il 2018 quando per la prima volta nelle elezioni politiche, il centrodestra sorpassa, con il 33% delle preferenze il centrosinistra, mentre l’M5S diventa il primo partito staccando di misura il PD. Una debacle che investe tutta Italia, ma che nella “Stalingrado rossa” d’Italia è particolarmente scottante.
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