
Tutto nasce dalla denuncia presentata da un dipendente che puntava il dito contro la società per cui lavorava accusandola di essere in parte responsabile della formazione di un tumore all’orecchio: l’uomo infatti avrebbe utilizzato il telefonino più di tre ore al giorno per diversi anni per completare incarichi lavorativi. E la Corte d’Appello di Torino gli ha dato ragione: il nesso tra l’utilizzo e la malattia infatti sarebbe «più probabile che non». Una sentenza che però sembra andare un po’ contro quella emessa dall’Istituto di Sanità nei mesi scorsi.
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