
Più si scava a fondo e più sono le ombre che emergono nel cado dell’ omicidio Luca Sacchi , il giovane ucciso a Roma fuori da un pub del quartiere Appio Latino , in zona Caffarella. Dopo le indiscrezioni su un borsone pieno di mazzette di banconote e possibili coinvolgimenti della fidanzata del ragazzo (e dei suoi amici) in una contrattazione per acquistare stupefacenti, gli inquirenti stanno vagliando le amicizie dei due giovani romani coinvolti in questa barbara uccisione a colpi di revolver in mezzo alla strada. LEGGI ANCHE > Dietro l’omicidio di Luca Sacchi il giallo del tradimento dell’amico (ritrovato) di liceo Come riporta Il Messaggero – quotidiano che, per prossimità, è molto addentro alle vicende capitoline -, nel corso delle indagini sarebbero emersi alcuni contatti tra Paolo Pirino – che era alla guida della Smart a bordo della quale sono arrivati nei pressi del John Cabot Pub e su cui sono fuggiti -, Valerio Del Grosso – il giovane che ha sparato a Luca Sacchi – e alcuni esponenti dei clan della ‘ndrangheta calabrese trapiantati a Roma.
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