
È giusto riproporre una fotografia e una frase del passato con l’obiettivo di risvegliare le coscienze su fatti di cronaca come l’offensiva militare della Turchia di Erdogan nei confronti dei curdi in Siria. Ma sarebbe altrettanto corretto non spacciarla per una cosa recente solamente con l’obiettivo di prendere like e renderla virale confondendo le acque. È il caso dell’immagine del bambino siriano che è tornata a comparire sui social network negli ultimi giorni, dopo i primi bombardamenti.
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