
Dario Agrimi alla Galleria di Conversano La nuova Galleria della Cattedrale dialoga fra antico e contemporaneo Mozzafiato , titolo della personale dell’artista Dario Agrimi , nato ad Atri, in provincia di Teramo, nel 1980, a cura di Lia De Venere – il progetto del catalogo è di Raffaele Montrone e Ferdinando Bossis e le fotografie di Marino Colucci /Sfera – racconta bene un’esposizione spiazzante, che gioca sull’effetto sorpresa di un realismo al primo sguardo classico, quasi decorativo come le ‘statuine’ che sono migranti. Dietro l’apparenza ingenua, sofisticata, dietro quel dettaglio minuzioso che a tratti appare lezioso, irrompe la lacerazione della contemporaneità, come in Ablazione dove una coppia di ‘fidanzatini’, poco più che bambini che ricordano le statuine di Capodimonte in porcellana con i colori pastello bianchi azzurri delle case della nonna o le bomboniere della prima comunione rivelano un lato inquietante: i loro volti dal lato in cui si guardano sono schizzati di sangue e il ragazzo ha il braccio tagliato. Conversano (BA), Galleria Cattedrale.
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