
Quattordici novembre. Se entro quella data la persona che ha i sei numeri del Superenalotto più ricco della storia non dovesse farsi viva i 209 milioni di euro del montepremi finiranno nelle tasche del “banco”, ovvero dello Stato. Fino a ora, infatti, il titolare dei biglietto dei sogni non si è ancora recato a Milano o Roma presso gli uffici Sisal a batter cassa.
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