
Tra i ventisei punti di sutura che compongono la bozza del programmadi governo dei buoni, spicca la promessa di rendere Roma «sempre più vivibile e sostenibile». Non intendo sottovalutare altre intuizioni formidabili come «il piano straordinario per il Sud» (ne hanno fatti talmente tanti che oramai sarà un grattacielo) o «la semplificazione fiscale», la cui indifferibile urgenza fu segnalata per la prima volta nel 1903 dal secondo governo Giolitti (al punto ventisei). Ma l’accenno alla vivibilità e sostenibilità di Roma è capace di toccare anche i cuori più duri.
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