
La spada di Damocle dell’ aumento dell’Iva pesa sulla testa degli italiani dal 2015 cioè da quando l’allora Legge di Stabilità (Governo Renzi) all’articolo 45 parlava di “Incremento dell’aliquota Iva del 10% di due punti percentuali a decorrere dal primo gennaio 2016 e di un ulteriore punto percentuale a partire dal 2017. L’aliquota Iva del 22% , invece, sarebbe aumentata di 2 punti percentuali dal primo gennaio 2016, di un ulteriore punto dal gennaio 2017 per poi crescere di un altro mezzo punto dodici mesi dopo”. Da allora, però, grazie alla periodica sterilizzazione della clausole di salvaguardia imposte dall’UE per salvaguardare, appunto, i conti pubblici l’ aumento dell’imposta sul valore aggiunto è sempre stato sterilizzato. Cosa sono le clausole di salvaguardia Le clausole di salvaguardia sono una serie di vincoli che l’Italia ha con l’Unione Europea e che prevedono, qualora non fossero reperite le risorse necessarie per la loro neutralizzazione e quindi per mantenere in ordine i conti pubblici, l’aumento delle aliquote Iva ordinaria e agevolata.
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