
Una ricerca appena pubblicata su Nature fa cadere una delle obiezioni chiave dei negazionisti , quelli che sostengono che il riscaldamento globale non è imputabile all’uomo. Secondo loro, il fatto che vi sono stati periodi estremamente caldi o freddi negli ultimi 2000 anni, per esempio quello caldo tra il 950 e il 1250 dopo Cristo o quello glaciale tra la metà del XIV secolo fino alla metà del XIX , è una prova che forti oscillazioni climatiche avvengono per cause naturali, come per esempio una variazione dell’ attività solare . La ricerca su Nature mostra invece che questi periodi non riguardavano l’intero pianeta Terra ma soltanto una percentuale della sua superficie inferiore al 50 per cento , contro la quasi totalità delle regioni del pianeta coinvolte dall’attuale riscaldamento “globale” , per l’appunto.
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