
Il decreto dignità fortemente voluto da Luigi Di Maio e dal Movimento 5 Stelle aveva previsto, tra le altre cose, anche una norma per regolamentare (e, a tratti, vietare) le pubblicità e gli spot legati alle aziende che operano nel mondo del gioco d’azzardo online e non solo. Dopo mesi di discussione, l’ AgCom ha – di fatto – annacquato i contenuti di quell’articolo del decreto legge, spiegando che le società hanno il diritto di dare informazioni commerciali sui prodotti che vendono e offrono alla platea. Come spiegato dal quotidiano Avvenire, l’ articolo 9 del decreto dignità poneva il divieto per «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, effettuata su qualunque mezzo».
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