
Cambiano le coordinate, rimangono le immagini. Fotogrammi di una narrazione vecchia quanto il mondo, ma che tende a identificarsi con il dramma del XXI secolo . Non sappiamo come gli storici del futuro interpreteranno le storie dei diseredati che attraversano, tra immani sofferenze, i nostri mari e i nostri confini, le misure spesso disumane che i “democratici” governi occidentali adottano per trincerarsi dall’arrivo dei disperati o le fortune elettorali e il prezzo sociale e culturale che questa dinamica scatena.
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