Creval crea una divisione non core per i crediti deteriorati, che punta a ridurre dell’80% entro il 2023





Credito Valtellinese (Creval) punta a ridurre i suoi crediti deteriorati dell’80% entro il 2023, portandoli da 1,9 miliardi di euro al 31 marzo 2019 a 400 milioni Lo ha detto ieri il ceo Luigi Lovaglio durante la presentazione del suo piano industriale 2019-2023 (si veda qui il comunicato stampa e qui la presentazione agli analisti). Contestualmente, Creval ha annunciato la separazione della banca commerciale dal portafoglio legacy di crediti deteriorati, che confluirà in una divisione non-core, dove lavoreranno 50 dipendenti, chiamata Direzione Financial Stakes and Non Core Assets, anch’essa a diretto riporto del ceo, al pari di quelle core. Questa divisione effettuerà una gestione proattiva del portafoglio di crediti deteriorati, anche attraverso operazioni di cessione. Sul fronte delle cessioni, sono previste vendite di sofferenze e inadempienze probabili per 800 milioni di euro entro il 2020: fra queste mosse e le altre iniziative di gestione dei crediti deteriorati l’NPE ratio lordo scenderà sotto il 7% nel 2021 e sotto il 6,5% nel 2023.

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Pubblicato il: 20 Giugno 2019

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