Il segreto del dragonfish: scoperta la struttura del morso letale





POTREBBE essere tenuto stretto in una mano, ma con un dragonfish è meglio non scherzare. E non solo per il nome da mostro dei film. I suoi denti aguzzi e trasparenti, infatti, agiscono negli abissi con la stessa efficacia e lo stesso silenzio di una sciabola, rendendolo uno dei predatori più temuti. La consistenza e l’affilatura della dentatura di questi pesci, infatti, non hanno niente da invidiare a quelle di squali bianchi e piranha.Secondo uno studio della University of California, pubblicato sulla rivista Matter, il segreto dei denti del dragonfish (Aristostomias scintillano, della famiglia degli stomidi), che poi ne giustificherebbe anche la trasparenza, sono dei cristalli di idrossiapatite minuscoli, tra i 5 e i 20 nanomillimetri, che compongono lo smalto delle zanne a forma di uncino del predatore.”Dalle prime osservazioni al microscopio – ha raccontato al New York Times Marc Meyers, primo autore dello studio – sembrava che avessimo a che fare con un tipo di vetro”. Una scoperta importante non solo dal punto di vista biologico, ma anche per lo sviluppo di nuovi materiali resistenti.

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Pubblicato il: 11 Giugno 2019

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