
Fare il saluto romano consiste in commissione di un reato, senza e senza ma. A maggior ragione se avviene durante un Consiglio Comunale. Questa è la decisione della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna nei confronti di Gabriele Leccisi, che aveva effettuato il saluto a braccio teso durante una seduta pubblica del Consiglio Comunale dell’amministrazione di Giuliano Pisapia. A nulla pè valsa la difesa legata al contesto, che anzi consiste in un peggioramento dell’atto secondo i giudici, che hanno confermato la sentenza a un mese e dieci giorni di reclusione con pena sospesa
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