Giuseppe Conte vorrebbe riscrivere la Costituzione per inserire il «diritto a Internet»





Internet è, forse, l’invenzione del Millennio (sia di quello passato, sia di quello che stiamo vivendo). Per Giuseppe Conte, l’apporto dei sistemi informatici e della rete è fondamentale anche come parametro valutativo di un Paese e per ridurre il divario tra tutti i cittadini vorrebbe che il diritto a Internet diventasse uno dei paletti fondamentali, scritto anche sulla nostra Carta Costituzionale. «L’accesso a Internet non può che essere ormai considerato come una sorta di diritto fondamentale a tutti gli effetti: se dovessimo riscrivere una carta costituzionale non potremmo non contemplare un diritto del genere perché il divario che si crea tra i cittadini spesso passa attraverso lo strumento infotelematico», ha detto Giuseppe Conte nel corso del suo intervento al forum della Pubblica Amministrazione. Giuseppe Conte apre al diritto a Internet in Costituzione Il diritto a Internet, dunque, servirebbe per ridurre il gap tra tutti i cittadini: tra chi ha la possibilità di avere (pagando) una connessione alla rete – e quindi leggere, informarsi, scambiarsi pareri istantanei con persone da ogni parte del mondo – e chi, invece, non ha questa possibilità e che quindi, secondo questa logica, è tagliato fuori dai temi caldi e dai dibattiti attuali, oltre che dai ‘contatti umani’ attraverso la navigazione sul web. Il tema del diritto a internet non è nuovo, a per la prima volta si lancia l’ipotesi – peregrina e che per il momento è destinata a rimanere tale – di inserirlo addirittura tra gli articoli della nostra Costituzione

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Pubblicato il: 16 Maggio 2019

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