
DOPO Stati Uniti (dove ha passato al setaccio 2mila siti) e Gran Bretagna, Newsguard approda anche in Italia. Nato lo scorso anno da un’idea di Steven Brill e Godon Crovitz, l’estensione del browser che oggi fa da filtro al 70% delle notizie italiane, arriverà al 90% entro giugno. Tra i consulenti per la comunicazione la startup conta ora l’ex direttore dell’Ansa Giampiero Gramaglia, Jimmy Wales, cofondatore di Wikipedia e Anders Fogh Rasmussen, ex premier della Danimarca nonché segretario generale della Nato.Il filtro offerto da NewsGuard è basato sull’intelligenza umana e non si avvale di blocchi o censure: l’etichettatura è il sistema che consente di misurare la valutazione di un contenuto segnalato con spunta verde o un punto esclamativo rosso, assegnati in base a 9 criteri di valutazione. Lo staff che verifica di persona le pagine online si basa infatti sulla valutazione della fonte (se considerata o meno attendibile), sulla tempistica di aggiornamento e di interventi di correzione, fino a contattare direttamente la fonte per ulteriori chiarimenti. Piattaforme e siti di satira esulano dalla valutazione e sono contrassegnati rispettivamente in grigio e giallo.”Non lavoriamo con gli algoritmi”, si legge sul sito nella presentazione del servizio che si avvale di “un team di giornalisti e professionisti con profonda esperienza nel settore dell’informazione, per analizzare e valutare i siti che pubblicano notizie e informazioni”
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