Sallusti contro ‘Bella Ciao’: un revival sinistro come ‘Cuore Matto’ di Little Tony





Il 25 aprile in molte piazza italiane le note di Bella Ciao sono riecheggiate nell’aria e cantate da tantissimi cittadini scesi in strada per festeggiare l’anniversario della Liberazione. Dietro queste celebrazioni c’è stata anche un’intensa polemica politica sulla non-partecipazione di alcuni membri del governo, a cui sono state contestate alcune scelte non istituzionali, ma solo propagandistiche. In molti, poi, hanno espresso un loro parere sul testo della storica canzone simbolo della lotta partigiana contro l’invasione nazi-fascista e, con cinque giorni di ritardo, anche Alessandro Sallusti ha dato una propria versione dei fatti. «La cantilena di Bella Ciao sta risuonando in queste settimane nelle manifestazioni di sinistra, ma anche nelle scuole e in un caso addirittura in chiesa – scrive il direttore de Il Giornale nel suo editoriale di martedì 30 aprile -. Eugenio Scalfari le ha dedicato un pezzo della sua omelia domenicale su La Repubblica. Un revival sinistro in ogni senso, che come tutti i revival è indice di incapacità di guardare al presente e al futuro, un po’ come Little Tony che si è fermato a Cuore Matto e Bobby Solo a Una Lacrima sul viso»

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Pubblicato il: 30 Aprile 2019

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