Il giallo delle intercettazioni su Siri: «La frase sui 30mila euro non è nei fascicoli»





Una frase attribuita a Paolo Arata sul caso di Armando Siri, il sottosegretario della Lega indagato per corruzione, è finita nel mirino delle polemiche. In un articolo di questa mattina, il quotidiano La Verità ha riportato la notizia di una smentita, da parte di uno degli inquirenti, sulla presunta affermazione, da parte di Paolo Arata, l’imprenditore dell’eolico molto vicino alla Lega, rivolta al figlio sul «costo» della modifica di un emendamento, per un ammontare di 30mila euro. Armando Siri, il giallo dell’intercettazione sui 30mila euro La frase era stata riportata da Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera ed era stata ripresa da diverse altre testate: avrebbe marcato, quindi, il segnale definitivo del reato contestato al leghista. Dietro a quella frase, infatti, ci sarebbe stata la prova delle modifiche di emendamenti fatte da Siri dietro compenso. Insomma, la configurazione perfetta del reato di cui viene accusato

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Pubblicato il: 25 Aprile 2019

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