Roger Waters sull’arresto di Assange: “Un’intimidazione globale. Mi vergogno di essere inglese”





Dopo aver preso più volte posizione a favore di cause scomode e controverse, Roger Waters ora torna a dire la sua anche sull’arresto di Julian Assange, avvenuto la scorsa settimana fuori dall’ambasciata dell’Ecuador, a Londra. E le sue parole non sono certo diplomatiche. L’ex bassista e anima dei Pink Floyd, intervistato da Russia Today,  fa sapere di essere rimasto “agghiacciato”dalla dinamica che ha portato all’arresto del fondatore di Wikileaks. «Sapere che il Regno Unito è diventato un così volenteroso complice e satellite dell’”Impero americano” tanto da realizzare cose del genere, in aperto contrasto con le leggi e con le restrizioni etiche e legali è scioccante e mi fa vergognare di essere inglese» ha incalzato il musicista. Roger Waters: l’arresto di Julian Assange è un’intimidazione globale «Abbiamo bisogno delle informazioni sulle operazioni oscure, e sui misfatti che i nostri governi portano avanti a nostra insaputa» ha continuato la rockstar «e Julian Assange, insieme a Chelsea Manning ed Edward Snowden, sono degli eroi che ci hanno permesso di accedere a parte della conoscenza che le superpotenze volevano tenere segreta. In paesi che si definiscono democrazie questa è una cosa che viene fatta per la gente, non per i potenti»

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Pubblicato il: 18 Aprile 2019

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