Blob – 7 cose che non sapete sul programma che compie 30 anni





L’idea originariaSe lavori in tv e non ci sei mai finito dentro non esisti, parola di Alba Parietti: il 17 aprile 1989 andava in onda su Rai 3 la primissima puntata di «Blob», programma anarchico e irriverente ideato da Enrico Ghezzi e Marco Giusti – fatto di spezzoni di tv incollati tra loro con un intento satirico – che quest’anno compie trent’anni. Voleva essere la versione televisiva della rubrica «Il mattinale» su «Il Manifesto», che riportava le frasi più importanti dei fondi dei giornali: fu proprio Carlo Guglielmi a suggerire al padre Angelo – all’epoca direttore di Rai 3 – l’idea.Fluido mortaleIl programma prende il suo nome dal film del 1958 «Blob – Fluido mortale», tra le prime pellicole interpretate da Steve McQueen. Alcuni spezzoni, tra cui la scena cult della fuga dal cinema all’arrivo della gelatinosa creatura extraterrestre che ingloba ogni cosa, sono stati inseriti nella sigla della trasmissione.Un «Blob» ante litteramNel 1964 l’artista e pittore Gianfranco Baruchello acquistò 150mila metri di pellicola cinematografica di scarto (47 film americani degli anni Cinquanta e Sessanta). Insieme al regista e pittore Alberto Grifi tagliò e montò parte di questo materiale per dare vita al film di ispirazione dadaista «Verifica incerta», tra le fonti di ispirazione di «Blob»

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Pubblicato il: 17 Aprile 2019

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