Bolliti e marinati di Marco Travaglio





L’assoluzione di Ignazio Marino dalle accuse di peculato e falso è una buona notizia per lui e una pessima notizia per chi – da Renzi e Orfini in giù – lo cacciò anzitempo dal Campidoglio nel 2015, spalancando le porte ai 5Stelle. Ma è anche un’ottima occasione per misurare la febbre del cosiddetto “rapporto fra politica e giustizia” che i partiti continuano a non risolvere a 27 anni da Tangentopoli e infatti continua a destabilizzare sia la politica sia la giustizia. La giustizia ha le sue regole: i reati li fissa il Codice penale, le indagini e i processi li regola il Codice di procedura, le indagini, i rinvii a giudizio e le sentenze li decidono i magistrati in base alle prove che è o non è riuscita a raccogliere la polizia giudiziaria, nei tempi biblici previsti dal nostro farraginoso sistema. La politica ha, o dovrebbe avere, le proprie regole che si basano, o dovrebbero basarsi, sui fatti e seguire logiche e tempi del tutto diversi.

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Pubblicato il: 11 Aprile 2019

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