Il caso Kean e il paradosso delle giustizia sportiva italiana sulla legittima offesa





Se il Parlamento italiano ha approvato la legittima difesa, la giustizia sportiva nostrana ha fatto molto di più: ha deciso di rimanere inerte di fronte ai cori razzisti approvando la legittima offesa. L’immobilismo di Gerardo Mastrandrea, colui che dopo ogni turno del campionato di Serie A valuta, analizza e sanziona le società e i calciatori per comportamenti inadeguati dei propri tesserati e tifosi, ha deciso di attendere ulteriori accertamenti sul caso Kean. Eppure i cori nei confronti del calciatore nero della Juventus e della Nazionale italiana sono stati palesi ed evidenti, oltre a esser stati tacitamente ammessi da tutti i presenti in campo, seppur cercando di dare una sfumatura diversa a quanto accaduto. In attesa di ulteriori accertamenti, con il rischio che – come spesso capita in Italia – tutto cada nel vasto dimenticatoio di un popolo che ha la memoria corta, i tifosi del Cagliari autori di quei cori beceri e razzisti nei confronti di Moise Kean non hanno ricevuto alcuna sanzione.  Serviranno «accertamenti istruttori supplementari a cura della Procura Federale in ordine ai cori di discriminazione territoriale di cui sarebbero stati oggetto Kean e Matuidi della Juventus – si legge nel comunicato del Giudice sportivo -, dovendosi in particolare con chiarezza appurare in che fasi dell’incontro i calciatori sono stati bersaglio dei cori»

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Pubblicato il: 5 Aprile 2019

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