
Un motto nazista non è più apologia se pronunciato e gridato al vento durante una commemorazione. Lo ha deciso il Tribunale di Milano che, nella sua sentenza di assoluzione nei confronti di tre uomini accusati di apologia di fascismo e di violazione della legge Scelba, ha definito il grido Sieg Heil una «libera manifestazione del pensiero sancita dalla Costituzione italiana». I tre, tra le altre cose, avevano anche esposto uno stendardo dell’associazione combattenti 29esima divisione granatieri Waffen-SS. Ripercorriamo le tappe della vicenda. Il tutto è accaduto il 24 aprile del 2016, quando al cimitero di Musocco, un quartiere della periferia Nord-Est di Milano. I tre finiti a processo, tre uomini di 27, 30 e 43 anni, presero parte a una cerimonia commemorativa dei caduti della Repubblica sociale italiana, che ogni anno si svolge all’interno del campo X nel capoluogo lombardo.
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