
Mentre a Torre Maura si festeggiava la sconfitta dello Stato e la vittoria del fascismo – non è un’illazione, ma un dato di fatto dettato dai bracci tesi a ‘salutare’ le famiglie rom allontanate dal quartiere dopo 24 ore di altissima tensione, anche fomentata da intromissioni politiche esterne – c’è stato un 15enne che, nonostante la sua giovane età, ha affrontato la deriva razzista del suo quartiere rimproverando tutti quelli che hanno fagocitato l’odio nei confronti di quelle 70 famiglie rom che dovevano essere ospitate – di diritto, perché avevano partecipato a un bando pubblico – nel centro accoglienza di via dei Codirossoni. Uscito da scuola, il giovane Simone si è trovato davanti la protesta degli abitanti di Torre Maura davanti ai cancelli del centro che aveva aperto le proprie porte alle famiglie di etnia rom che erano al vertice delle graduatorie per l’assegnazione dell’alloggio popolare. Tra loro non c’erano solamente i cittadini residenti in quella zona di Roma Est, ma anche molti militanti di CasaPound che si sono resi protagonisti dei soliti cori e delle solite rimostranze a sfondo razziale.
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