M5S e Lega mettono un condono edilizio sui beni culturali. A rischio i centri storici delle città





L’ultima volta si era giocato sull’ironia, facendo quasi decadere il peccato originale, e si era data la colpa alla famosa ‘manina’. Adesso, invece, a chi sarà affibbiata la responsabilità di questo nuovo condono? Nel testo del dl Crescita, firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ci sono almeno due articoli (il 4 e il 23) destinati a far discutere e su cui andrebbe aperta una profonda riflessione tra ciò che viene detto all’elettore e ciò che, in realtà, viene licenziato nei testi ufficiali del governo. A svelare questo doppio-gioco è il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che lancia dure accuse alla maggioranza: «Neanche Berlusconi era arrivato a tanto» «Con l‘art.26 del Dl Crescita (dal titolo ‘Semplificazioni in materia di edilizia privata’, ndr) – spiega Bonelli a Giornalettismo – si consente  l’autorizzazione edilizia con il silenzio assenso per gli interventi sugli immobili storici, comprese le demolizioni e ricostruzioni anche con aumenti di volume. L’aspetto sconcertante è che questa norma potrà essere applicata solo per gli anni 2019-2020 ed è chiaro che serve a qualcuno e a qualcosa».

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Pubblicato il: 3 Aprile 2019

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