Confessi e sconfessati di Marco Travaglio





 Noi, com’è noto, siamo grandi fan di Bernard-Henri Lévy, l’intellò da baguette più à la page del bigoncio. Tant’è che, se avessimo qualche spicciolo da buttare, lo noleggeremmo per tenerlo in giardino e mostrarlo agli amici. E, se avessimo un paio d’ore da buttare, assisteremmo allo spettacolo teatrale che sta portando in tournée per tutta Europa, per spiegarci come dobbiamo votare alle elezioni europee, in vista della “nuova resistenza contro l’idra populista”. Non per distoglierlo dall’ultima missione per conto di Dieu, che lo vede engagé h24, ma pensavamo che avrebbe dedicato qualche minuto al suo vecchio copain Cesare Battisti e alla sua fresca confessione dei quattro omicidi per cui era stato a suo tempo condannato ad altrettanti ergastoli da quei fascisti dei giudici italiani. Bernard nonché Henri lo definiva “scrittore arrabbiato e imprigionato”, manco l’avessero condannato per nervosismo molesto.

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Pubblicato il: 2 Aprile 2019

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