
A forza di voler dimostrare di sapere tutto si mostra di non sapere niente. E così, a pochi minuti dalla presentazione a Roma del rapporto Ocse sulle previsioni di crescita (anzi, decrescita) dell’Italia per il 2019, Luigi Di Maio ha messo mano alla sua tastiera e ha scritto un post al veleno nei confronti dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, sottolineando la bontà della direzione intrapresa dal suo governo e criticando la richiesta di austerity che sarebbe stata imposta. Pochi minuti dopo è, però, lo stesso ministro dell’Economia Giovanni Tria a smentire le parole del vicepremier. «Qualcuno seduto su una scrivania lontano migliaia di chilometri crede che l’Italia per ripartire debba attuare politiche di austerity? Bene, le facessero a casa loro». E, infatti, lo fanno a casa loro.
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