Stupro a Catania, quell’ora e quarantacinque minuti di richieste d’aiuto inascoltate





Ore 23.12. Dal cellulare della ragazza americana vittima di uno stupro di gruppo a Catania parte un primo messaggio diretto a un suo amico: «Io sto male, aiuto me». Qualche minuto dopo, la giovane donna di 19 anni, invia ancora un altro WhatsApp, questa volta è un vocale. Si sente la voce di uno dei suoi violentatori dire in siciliano: «Compare, te la posso dire una cosa?

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Pubblicato il: 27 Marzo 2019

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