
Il consiglio d’Europa del 22 marzo era stato indicato come punto di snodo decisivo tra Italia e Francia sul tema della Tav. Proprio in questa sede, infatti, i due Paesi si sarebbero dovuti confrontare per ridicutere i termini del progetto. O meglio, questo era l’auspicio del Movimento 5 Stelle di governo, che contava su Giuseppe Conte per poter trovare la quadra con il partner dell’infrastruttura. Eppure, al termine di un incontro andato in scena nella notte con gli altri Paesi dell’Europa a 27, c’è stato il due di picche del presidente francese Emmanuel Macron.
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