
Sullo sfondo dell’omicidio Scopelliti spunta un patto tra le organizzazioni malavitose di Sicilia e Calabria. Non si tratta di accordi tra clan e famiglie, ma di una vera e propria alleanza tra mafia e ‘ndrangheta per eliminare il procuratore generale della Corte di Cassazione Antonino Scopelliti, ucciso il 9 agosto del 1991 in località Piale di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) mentre faceva rientro a Campo Calabro. Tra i 17 indagati della nuova inchiesta sulla sua morte è comparso, per la prima volta, anche il nome di Matteo Messina Denaro, boss di Cosa Nostra latitante dal 1993. La nuova pista concreta per consegnare la verità sull’omicidio Scopelliti arriva 28 anni dopo e parte dal racconto di un testimone di giustizia che ha tirato in ballo nomi di vertice di mafia e ‘ndrangheta. La conferma arriva dall’inchiesta della Dda di Reggio Calabria nella quale sono indagati boss siciliani e calabresi.
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