
La Cassazione ha chiesto di rivedere il processo. Tre giudici donne della Corte d’Appello di Ancona avevano ribaltato la sentenza di primo grado. Secondo loro, una donna non poteva essere stata vittima dello stupro che aveva denunciato perché «troppo mascolina», perché chi avrebbe eseguito materialmente lo stupro aveva salvato il suo numero in rubrica sotto il nome «Vikingo» e perché questa sua personalità poco femminile «sembra essere confermata dalla foto (allegata alla sentenza, ndr)». Cassazione ribalta la sentenza d’appello, secondo cui lo stupro non poteva esserci stato perché la vittima era «troppo mascolina» Insomma, stando a quanto avevano stabilito i giudici, il caso di stupro può non sussistere a causa dell’aspetto fisico della vittima.
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