
Partiamo da un dato di fatto: il paragone tra Italia e Zimbabwe non si basa sulle previsione fatte alla BCE o dalla Commissione Europea, ma da quella sbandierata ai quattro venti da Giuseppe Conte, Giovanni Tria, Luigi Di Maio e Matteo Salvini in fase di approvazione della tanto discussa Manovra 2019. Si parte da quell’1% che, confrontandolo con la classifica mondiale stilata dall’Onu, piazzerebbe il nostro Paese al sestultimo posto di questa graduatoria, proprio in compagnia dello Stato africano. E la previsione fatta dagli esponenti del governo italiano sembra anche essere molto ottimistica rispetto a quelle fatte dai ‘burocrati europei’. Per non dare fiato ai sovranisti della prima ora, ai no euro e a tutti quelli affetti dalla sindrome da Calimero, Il Foglio – in un articolo a firma Maurizio Stefanini – spiega come le ottimistiche stime di crescita del 2019 ‘bellissimo’ annunciato da Giuseppe Conte ci piazzino alla stregua di un Paese che è appena uscito da un regime autoritario e da una guerra civile, proprio come lo Zimbabwe. L’Italia cresce come lo Zimbabwe È vero che questa classifica ci mette anche nelle stessa posizione – la sestultima – del Giappone, ma nel paese del Sol Levante c’è un grave problema demografico che ha influito sulle previsioni di crescita nel 2019. Inoltre, il dato preventivato dal governo nipponico (sempre l’1%) sembra essere più affidabile di quello italiano già smontato dalla Banca Centrale Europea, dalla Commissione Europea e anche dall’Ocse
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