
Ha fatto scandalo la decisione dei giudici della Corte di assise di appello di Bologna, che hanno dimezzato la pena, già più volte ridotta, all’uomo che ha ucciso la compagna in preda ad un «raptus di gelosia». Il risultato è che l’assassino di Olga Matei era stato condannato all’ergastolo e ora sconterà solo 16 anni. La cosa ancora più preoccupante, è che crea un precedente che ci riporta nel passato. Pena dimezzata per raptus di gelosia, la neuropsichiatra: «Non esiste» Partiamo dalle basi: «Non esiste un raptus di gelosia» spiega a Repubblica la neuropsichiatra Anna Maria Nicolò. La dottoressa specifica che bisognerebbe leggere le carte prima di emettere giudizi, ma che sospetta si sia trattato di una «conclusione tratta dal giudice sulla base di giudizi di esperti» perché «escluderei che questa definizione sia stata usata nella perizia»
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