
di Gerardo Lisco. Dal dato delle elezioni regionali in Abruzzo e Sardegna non evinco il crollo del M5S ma solo il punto di partenza per un nuovo riposizionamento. Le ragioni per le quali sono convinto che il M5S non sia affatto prossimo all’estinzione sono più di una.Ad alimentare la narrazione di una prossima fine del M5S sono i media pro establishment che, strumentalmente, operano per riportare l’orologio della storia agli anni 90 e alla contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra. Questo tentativo è motivato dal fatto che, a differenza delle coalizioni di centrodestra e di centrosinistra che si muovono nell’ambito di politiche neoliberiste, il M5S appare indefinito e almeno per il momento incontrollabile. Tanto il centrodestra quanto il centrosinistra, a differenza del M5S, sono: liberisti, propugnano la sostituzione dei diritti sociali con quelli individuali borghesi, sostengono il regionalismo e il mercato, sono per le privatizzazioni, la moderazione salariale e per i tagli alla spesa pubblica
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