
Era tutto fatto. Le porte che si aprono e la doppia uscita dal labirinto. L’alleanza M5S-Pd era sul tavolo, pronta. Maurizio Martina – segretario pro tempore – aveva messo tutti insieme e i pentastellati, che avevano raggiunto il 32% alle elezioni politiche del 4 marzo, sembravano ben disposti a intavolare un’alleanza di governo con il Partito Democratico. Poi, arrivò Matteo Renzi e fece saltare tutto.
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