
Pochi giorni fa il Decreto Semplificazioni è stato convertito in legge e ha introdotto nella normativa italiana il concetto di blockchain e di smart contract, assegnando loro quindi validità giuridica (si veda altro articolo di BeBeez), ma non si parla né di ICOs (Initial Coin Offering) né di ITOs (Initial Token Offering). Invece San Marino è andato oltre, con un decreto specifico sulle blockchain e sulle ITOs (si veda qui il comunicato stampa). Il Decreto Delegato Blockchain, che è stato approvato il 26 febbraio dalla Repubblica di San Marino, è stato presentato ieri a Palazzo Giureconsulti di Milano. La legge è stata promossa dalla Segreteria di Stato per l’Industria della Repubblica di San Marino e San Marino Innovation, l’Agenzia per l’Innovazione della Repubblica, che si sono avvalse di un Comitato scientifico, che include i professionisti dello Studio Gattai, Agostinelli & Partners, dello Studio Loconte & Partners, il cofondatore di Conio, Vincenzo Di Nicola, e il direttore IT di Cerved, Flavio Mauri. Il Decreto Delegato Blockchain, oltre a riconoscere la tecnologia blockchain, disciplina l’emissione di due categorie di strumenti digitali (token): i token di utilizzo (che consentono l’accesso futuro ai prodotti e servizi offerti da un’azienda e, pertanto, non costituiscono un investimento né soggiacciono alle regole proprie delle attività di investimento) e i token di investimento (security token, strumenti digitali il cui valore deriva da un asset sottostante, cioé azioni, strumenti finanziari partecipativi e titoli di debito dell’emittente, che possono essere scambiati)
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