
«E’ il mercato che decide chi diventa ricco e chi diventa povero». Flavio Briatore è un genio quando si tratta di coniugare il famoso ascensore sociale con gli spiriti animali del mercato. Ma quando il mercato decide, gioca sempre pulito, oppure, a volte, gioca sporco? E giocare sporco vuol dire aziende che si accordano sottobanco per danneggiare i consumatori, o che costringono lo Stato a spendere di più per comprare beni e servizi.L’ultimo caso eclatante è stato raccontato sullo scorso numero di Panorama e riguarda una multa da 678 milioni che l’autorità Antitrust ha comminato alle principali case automobilistiche che operano in Italia per aver fatto cartello sulle condizioni offerte dalle rispettive finanziarie a chi compra a rate o in leasing. E però basta guardare i fronti aperti anche solo nell’ultimo biennio, tra procedimenti iniziati e sanzioni già inflitte, per rendersi conto che queste pratiche scorrette hanno un impatto su ognuno di noi, coprono uno spettro di consumi e situazioni amplissimo e quotidiano.Sulla base di casi reali, ecco la «24 ore della pastetta» di un cittadino comune, un cinquantenne che fa il revisore dei conti, quindi non uno sprovveduto in balia delle clausole per ipervedenti, con due figli grandi e che non potremo che chiamare Flavio.Sono le undici di sera, in una grande città del Sud, e Flavio sta tornando in albergo dopo una giornata passata a spulciare i conti di una serie di municipalizzate una più indebitata dell’altra
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