
Siamo quello che mangiamo. Siamo quello che votiamo. L’irrefrenabile ricorso all’insulto libero e incondizionato sui social (e non solo) da parte degli italiani diventa ogni giorno di più il simbolo della deriva del linguaggio politico che non è fatto più di confronti (seppur accesi) motivati e accompagnati da riflessioni e ideali (criticabili o meno). Basta scrivere un commento avverso – ma con tutti i crismi della critica reale e costruttiva – per finire nel mirino di un’orda di tifosi da Colosseo che si scagliano a favore dei leoni e contro i gladiatori. La protagonista della vicenda è una 25enne della provincia di Pavia, vittima del bullismo e degli insulti sessisti e razzisti sui social per aver ‘osato’ contestare Matteo Salvini. Il tutto era partito da un commento della giovane Martina Mondini che aveva scritto sotto a un video condiviso sul profilo Facebook del leader della Lega «Prima di parlare di immigrazione, Salvini dovrebbe sciacquarsi la bocca»
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