
Come può un avvocato che ha difeso Facebook in molte occasioni diventare un consigliere per le comunicazioni e l’innovazione digitale e gestire per l’Italia il dossier sulla riforma del copyright – che penalizzerebbe moltissimo il social network di Mark Zuckerberg – senza pensare che ci sia un conflitto d’interessi? La domanda legittima è stata posta dal giornalista Luciano Capone in un suo articolo per Il Foglio, nel quale approfondisce il ruolo dell’avvocato Marco Bellezza all’interno della squadra di governo. Come si legge anche dal suo profilo Linkedin, il legale italiano ricopre il ruolo di Consigliere giuridico del Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Luigi Di Maio. Un incarico ricevuto lo scorso luglio e che porta avanti da otto mesi, con uno stipendio di 100mila euro all’anno.
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