
Il Pil è l’indice che da sempre mostra le reazioni economiche di uno Stato alle norme, manovre e leggi attuate da un governo e dalla situazione internazionale. Ora, con l’avvento del governo del cambiamento, tutto ciò sembra essere cambiato. Se fino a qualche anno fa il Movimento 5 Stelle era pronto ad attaccare i vari governi sulla crescita economica dell’Italia, ora che sono loro al potere sembra esser tutto cambiato e anche un dato come quello del Prodotto Interno Lordo, che indica la ricchezza di un Paese, diventa un numero da non tenere in considerazione. Quindi, chi se ne importa se il Bel Paese è in recessione, perché dal 1° giugno 2018 si è deciso che tutto ciò non vale più, come sostiene Roberto Fico. «Credo debba essere un obiettivo di tutti – ha spiegato il presidente della Camera dei deputati intervenendo al convegno intitolato ‘Transizione ecologica e solidale dell’economia’ – quello di proporre una visione ambiziosa e lungimirante che prospetti il superamento della logica della crescita a tutti i costi, del dominio assoluto, nelle scelte politiche e legislative, dei parametri legati unicamente all’andamento del PIL». Dall’abolizione della povertà, dunque, all’abolizione del valore del prodotto interno lordo
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

