Shipping deteriorato, su 7,6 mld $ di crediti italiani, solo 1,6 mld sono davvero da considerarsi veri Npl. Ma occhio ai ristrutturati





Su 14 miliardi di dollari di esposizione lorda delle banche italiane e internazionali verso gli armatori italiani lo scorso autunno, ben 7,6 miliardi erano da considerarsi crediti deteriorati. Lo ha calcolato VSL su dati Clarkson Research, sottolineando che a garanzia del totale dei crediti c’era una flotta il cui valore era di 34,5 miliardi, ma che rispetto al momento dell’erogazione dei crediti si è via via ridotta di valore. In particolare, si legge su MF Milano Finanza, che ha anticipato lo studio, il loan-to-value (LTV o rapporto tra valore del credito e valore della garanzia) è arrivato al 189% nel caso delle navi di tipo bulk, mentre per le tanker il rapporto è cresciuto un po’ meno, ma è comunque molto elevato, perché è a quota 144%. Ciò significa che anche i crediti ancora in bonis o gli ex Npl  e unlikley-to-pay che sono stati oggetto di ristrutturazione, sono ad alto rischio per le banche che quindi devono agire in maniera veloce sui loro portafogli shipping. Su quel totale di 7,6 miliardi, infatti, si calcola che 1,6 miliardi siano ormai definitivamente persi (si pensi ai default di Deiulemar)

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Pubblicato il: 18 Febbraio 2019

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