La Banca del dna che arresta i criminali





 DNA, parola ormai entrata nel nostro vocabolario comune, risulta essere quanto mai attuale in ogni settore, ricerca biomedica, farmacologica, alimentazione, psicologia e non ultimo nell’investigazione criminale, suscitando curiosità, perplessità, dubbi, timori ma anche speranza di verità e di cura.In questo blog vogliamo approfondire l’utilizzo di questa affascinante molecola come tecnica di supporto all’investigazione criminale.In televisione, sui giornali, quante sono le cronache che suscitano la nostra curiosità, il nostro interesse? Quanto spesso ci auguriamo che ad un crimine venga associato un criminale?L’analisi del DNA permette alla polizia di identificare il DNA degli autori di un crimine analizzando tracce/prove che sono invisibili ad occhio nudo. Si rivela spesso una tecnica fondamentale per incastrare un omicida o per scagionare un innocente, come nel caso di Charles Chatman.Limite del dna come prova scientifica L’analisi del DNA può solo confermarne o meno l’appartenenza ad un individuo di cui conosciamo il DNA. L’analisi di una traccia di DNA trovata sulla scena del crimine non permette di individuare la persona a cui appartiene.Solo il confronto tra il DNA trovato sulla scena del crimine e il DNA di un sospettato può confermare la sua estraneità ai fatti o meno e quindi ci permette fin dalle prime fasi  di indirizzare le indagini in una direzione o in un’altra.Proprio per questo “limite”, a supporto delle tecniche di analisi del DNA, negli Stati Uniti ed in alcuni paesi europei (Gran Bretagna, Olanda, Francia, Germania, Spagna etc..), sono state istituite Banche Dati Criminalistiche di DNA che potenziano le possibilità identificative ed investigative, consentendo l’associazione tra casi diversi e/o la risoluzione di fatti delittuosi irrisolti, anche a distanza di anni.Lo studio di Chicago ha dimostrato che la maggior parte dei crimini sono reiterati e generati da una piccola parte della popolazione  e che il “piccolo criminale” ovvero colui che compie sin da giovane crimini  minori ( furti di macchine, motorini, case) diventa un “grande criminale” ovvero colui che si macchierà di crimini efferati e cruenti compresi abusi sessuali e omicidi. Pertanto riuscire a bloccare il piccolo criminale fin dalle sue prime azioni tanti crimini efferati verrebbero evitati.La Banca Dati del DNA ha per questo un ruolo cruciale: la raccolta di tracce biologiche lasciate su scene di crimini, anche minori, aumenta la possibilità confronto tra tracce di DNA rigiardanti crimini diversi, permettendo così di trovare eventuali match e identificare, anche a distanza di tempo, la persona a cui appartiene quel DNA.Viceversa, inserita nel DB la traccia di un DNA trovato su una scena del crimine e si trovasse un confronto positivo con un DNA appartenente ad criminale arrestato a km di distanza o a distanza di anni per un altro crimine, si risolverebbero due casi e si darebbe un nome e cognome ad un caso fino ad allora irrisolto.La potenzialità della Banca Dati  è quindi facilmente deducibile: la collaborazione tra i vari stati che posseggono il DB da sicuramente una garanzia maggiore alla protezione dell’individuo, la collaborazione transfrontaliera tesa a contrastare il terrorismo, criminalità, immigrazione illegale è sicuramente l’obiettivo della BD finalizzato ad una remunerativa globalizzazione della lotta al crimine.I dati raccolti nei paesi in cui la banca dati è attiva ne dimostrano l’efficacia

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Pubblicato il: 13 Febbraio 2019

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