
Lo sta costruendo la Cina dove neanche 10 anni fa c’era solo il deserto, nell’ambito dell’enorme progetto infrastrutturale noto come “Nuova via della seta”. La porta di Khorgos, al confine tra Cina e Kazikistan. (AP Photo/Ng Han Guan) Fino a 10 anni fa Khorgos, una città al confine tra il Kazakistan e la regione autonoma uigura dello Xinjiang, nella Cina nord occidentale, era una delle zone più isolate e scarsamente abitate del pianeta. Situata tra le montagne kazake e il deserto di Saryesik-Atyrau in Kazakistan, Khorgos è a soli 130 chilometri dal cosiddetto Polo dell’inaccessibilità, il punto del continente eurasiatico più distante dal mare e dall’oceano in ogni direzione. Dal 2015, però, Khorgos è diventato uno degli snodi più importanti dell’economia mondiale: la Cina infatti decise di costruire lì un porto di scambio per il trasporto delle merci via terra che attraverso l’Asia Centrale raggiungono poi l’Europa occidentale. Il porto di terra di Khorgos è uno dei progetti più importanti dell’iniziativa cinese conosciuta informalmente come “Nuova Via della Seta” e più formalmente come la “Belt and Road Initiative” (B.R.I.), e molto probabilmente diventerà il più grande porto di terra del mondo.
Per leggere il resto dell’articolo devi collegarti direttamente sul sito della fonte:

